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Visualizzazione post con etichetta Cannabis legale. Mostra tutti i post
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sabato 11 maggio 2019

Salvini, il vero drogato sei tu! (M. Mazzucco) + serv. di SocialTv Network

Dedicato ai miei amici che hanno votato SALVINI E LA SUA LEGA!

"E' andato in giro per anni, nelle piazze e nelle tv a spiegarci i disastri dell'euro, con magliette sulle quali c'era scritto NO Euro ecc... ma poi appena ha avuto conferma che sarebbe arrivato al governo, ha smesso di parlarne ma non solo, ha fatto di peggio, ovvero ha cominciato a sostenere che vuole rimanere nell'euro, rinnegando se stesso e tutte le chiacchiere fatte in precedenza. 
E' evidente che c'è un potere che riesce a fare cambiare idea e posizione politica su alcuni temi importanti a chi ha un forte consenso politico. 
Mi chiedo se tale potere persuasivo sia formato da minaccia oppure offerta o magari da offerta con in alternativa una minaccia, esattamente secondo il sistema intimidatorio che veniva adottato da alcuni agenti dell'intelligence americana che operavano in Africa. 
Si presentavano a chi era salito al potere e gli dicevano: in questa tasca, abbiamo molti soldi per lei e per la sua famiglia, in cambio, le chiediamo soltanto di vendere a noi le materie prime e di non venderle a questi stati e gli fornivano una lista, inoltre vi chiediamo di votare in sede onu, unitamente a quello che votano gli usa. 
Nel caso, in cui rifiutasse tale offerta/accordo, sappia che in quest'altra tasca, abbiamo una pistola carica, da utilizzare per lei e la sua famiglia. 
Insomma, gli facevano una offerta che il nuovo salito al potere, non poteva rifiutare. Viene da chiedersi se tale metodo, venga utilizzato anche dai banchieri o aziende del farmaco ecc... nei confronti dei nostri governanti. E' normale chiederselo, perché troppo evidenti, anzi, imbarazzanti, sono le retromarce su temi centrali, viste sino ad ora. 
Senza sovranità monetaria, gli stati e quindi i cittadini annessi, non avranno altro che povertà, disoccupazione e disperazione. La sovranità monetaria è la priorità assoluta." (V. V.)

Salvini, il vero drogato sei tu! (video:)


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Ma Salvini ci prende per il c---o?



Pubblicato il 10/05/2019 da: 
ed inoltre, del 09/05/2019:

Sui canapa shop Salvini fa solo campagna elettorale:



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Un video riassuntivo sulla VERA STORIA DELLA PIANTA CANAPA (CANNABIS).. detta Marijuana (nomignolo affibbiato alla CANAPA negli anni 30). E per chi volesse saperne di più, troverà qui in basso il LINK del relativo video in YouTube.
Un documentario ben 
fatto e completo, che riassume la storia della canapa, i motivi reali della proibizione, gli utilizzi industriali e terapeutici.

https://www.youtube.com/watch?v=FFazpL7QisI

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Volendo si può acquistare il DVD.. che comunque è FREE ossia libero da copyright e quindi si ha l'autorizzazione a copiarlo e divulgarlo. Chi non ha soldi può seguire il DVD INTEGRALE QUI!

La Vera Storia della Marijuana

https://www.youtube.com/watch?v=sDyVAFPeI1I&t=3s

venerdì 25 gennaio 2019

Curare gli attacchi di panico e ansia usando la CANNABIS LEGALE (LIGHT)

"Ho provato la marijuana legale contro gli attacchi di panico e ho vinto": a tu per tu col “farmaco della discordia”, la Cannabis terapeutica

Una giornalista scientifica vessata dagli attacchi di panico e in fuga dagli ansiolitici decide di provare il “farmaco della discordia”, e..

Mi stai dicendo che hai iniziato a farti le canne? Ecco la domanda che le persone mi rivolgono ogni volta che racconto la mia esperienza con la Cannabis terapeutica, cioè la Cannabis sativa priva di effetti stupefacenti. Come sono arrivata al suo consumo io, una rigorosa giornalista scientifica? Per tamponare gli effetti devastanti di uno shock, che mi ha quasi spedita al reparto psichiatrico.

È maggio, al mattino sono a Milano, a una conferenza stampa. Quando torno a casa, un paesino della Brianza, trovo divelta la porta del mio appartamento. Entro, c’è tutto in disordine: vestiti ovunque, bigiotteria sparpagliata dalla cucina al soggiorno, il frigorifero aperto, carte dello studio buttate come coriandoli... Ma soprattutto cerco e non trovo i miei due gatti. In quel momento mi si annebbia la vista, sento il cuore che batte in modo strano, urlo così forte da attirare l’attenzione dei miei vicini, che ovviamente non hanno né visto né sentito nulla. Non ragiono più: voglio solo sapere se i miei gatti sono vivi. Sono secondi eterni. Sul pavimento della camera da letto c’è uno strato di abiti, coperte, asciugamani, libri e non riesco a camminare. Allora mi butto in ginocchio, scavo nel magma di tessuti e li vedo: mi guardano con gli occhi spalancati da sotto il letto, spaventati. Tiro un sospiro di sollievo, ma da quel momento inizia l’incubo, uno dei periodi più bui della mia vita: stavo per scoprire gli attacchi di panico. Iniziano a circa una settimana dall’evento funesto. E diventano sempre più intensi, sempre più frequenti. Per attenuarli comincio una terapia con anti-depressivi e li tengo a bada con un ansiolitico. Sono imbottita delle sue molecole anche durante quello che doveva essere un giorno bellissimo: l’inaugurazione della mia prima mostra di pittura.


La guerra delle farmacie
Ricordo poco, però, perché l’evento è proprio il giorno successivo al furto e si sa che stress acuto e benzodiazepine sono un mix letale per la memoria. E così sorgono altri problemi: non riesco più a lavorare, non mangio, ho paura a uscire di casa. Ne parlo con il mio medico di base, che mi propone un’alternativa: la Cannabis terapeutica. Non può farmi “sballare” (il tetraidrocannabinolo o THC è quasi assente), ma è ad alto contenuto di cannabinoidi (CBD, antinfiammatori, con proprietà ansiolitiche e antidolorifiche). Quel tipo di Cannabis è efficace e gratuita per alcune patologie gravi (fra cui il dolore oncologico e della sclerosi multipla), non per gli attacchi di panico, disturbo per cui tuttavia può essere prescritta in quanto numerosi studi ne provano l’efficacia.

Il medico mi stila la ricetta e dovrò consegnarla a una delle farmacie autorizzate. Chiamo tutte quelle di Milano ma niente da fare, non c’è la disponibilità e non si sa quando arriverà la prossima fornitura, perché il raccolto olandese è andato male e la quantità prodotta in Italia dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare è insufficiente per soddisfare le richieste. Sono preoccupata, devo continuare con le gocce di ansiolitico. Leggo tonnellate di materiale sulla Cannabis e scopro un mondo in cui vi sono vuoti legislativi, insinuazioni sulle farmacie in guerra per il controllo del prezzo e malati gravi che pagano sulla loro pelle i pregiudizi che circondano questa pianta dalle mille risorse. 



Le informazioni mediche
Il tempo passa, gli attacchi di ansia e di panico mi impediscono di vivere. Vado su internet a caccia di un’alternativa. Incredibile coincidenza, in quei giorni in Rete scoppia il caso della Cannabis light, la Cannabis legale: la quantità di THC è vicina allo zero, la percentuale di cannabinoidi è forse inferiore rispetto a quella venduta tramite la farmacia, ma perché non provare? È prodotta in Italia: interviste, video, visite dei giornalisti all’azienda e partecipazioni a conferenze in Parlamento dei titolari mi convincono della serietà e trasparenza dell’impresa. Purtroppo non ci sono certificazioni che assicurino la qualità della Cannabis light: mi devo fidare e faccio il mio primo acquisto. Nel frattempo contatto un medico farmacista che online ha messo a disposizione tantissime informazioni: legali, mediche, pratiche ecc.

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Scopro così che l’erba può essere “vaporizzata”, bevuta come tisana, fumata... Spiega anche che la Cannabis light non è classificata come farmaco, non esiste una posologia precisa e il contenuto di CBD non è uniforme né standardizzato. Quando mi arrivano i fiori di canapa, decido di seguire le istruzioni per prepararmi il decotto: deve bollire circa 40 minuti, poi bisogna aggiunge- re del latte intero perché i cannabinoidi hanno bisogno di grassi per sciogliersi, quindi di nuovo sul fuoco. La bevo, il sapore è gradevole, tuttavia non ho alcun effetto. E allora decido di provare a fumarla, anche se non mi sono mai fatta una sigaretta in vita mia e non so “rollare”. Ma ci sono i tutorial su internet. Cartine, filtrini in cartoncino da arrotolare, tabacco da mescolare all’erba et voilà, ci provo.

Dopo quattro-cinque tiri (con tosse, ovviamente, dato che io non fumo) sento che sta succedendo qualcosa: lo stomaco si rilassa, sembra un fiore che si apre. Le spalle sono meno contratte, la cassa toracica riprende a muoversi, sento rilassati perfino i muscoli delle dita. La mente torna lucida, non provo quella sensazione di “nebbia densa” nella testa tipica dell’ansiolitico. E, subito dopo, riesco a fare mezz’ora di meditazione guidata. Superata la crisi, sto molto meglio. Non prendo più le gocce. Ho provato a spiegare agli amici la differenza chimica che esiste fra la Cannabis comprata al giardinetto dal pusher e quella legale, ma non c’è stato verso: alcuni, esperti di “canne vere”, dicono che la Cannabis light non ha senso, è come bere il vino senza alcol. Altri invece mi paventano un futuro da tossicodipendente senza ritorno e mi accusano di essere una scriteriata.

Oggi sto bene, gli attacchi sono passati e “fumo” un paio di volte al mese, quando mi vengono i dolori alla cervicale o l’emicrania, e in un quarto d’ora mi passa tutto. Non ho né voglia né bisogno di provare la Cannabis “intera” perché non devo assumere stupefacenti per stare bene. Il risultato di questa esperienza è la conoscenza di un mondo ricchissimo di potenzialità: la Cannabis sativa ha innumerevoli proprietà terapeutiche, ampiamente dimostrate dalle ricerche. Eppure il suo uso pare essere sabotato. Così mi chiedo: chi ha paura dell’erba?

La Cannabis terapeutica
Attualmente la Cannabis terapeutica è gratuita per chi soffre di determinate patologie: tra queste, il dolore cronico nella sclerosi multipla, gli effetti collaterali (come nausea) dovuti alla chemioterapia, l’inappetenza dei pazienti oncologici e affetti da Aids e per la sindrome di Tourette. Nel caso di ansia e attacchi di panico può essere prescritta se gli altri farmaci non hanno funzionato, ma a pagamento. Così come per la depressione e i disturbi del sonno.

Esistono controindicazioni precise, indicate nel Decreto Ministeriale del 9/11/15: non può essere prescritta alle donne in stato di gravidanza e a chi soffre, fra gli altri, di disturbi cardiopolmonari o psichiatrici oppure di alcolismo. Numerose le modalità disponibili per sfruttarne i benefici, come spiega Marco Ternelli, farmacista galenista: «La via medica di assunzione è la vaporizzazione, che elimina i prodotti della combustione e assicura precisione. Tante però le alternative: capsule, estratti (olio, alcol, glicerina...), supposte, ovuli, creme, collirio, bustine per tisana. Non esiste un divieto di fumarla, ma un assunto medico per cui prendere il farmaco mediante il fumo sia dannoso per la pirolisi e i prodotti da combustione».

L’applicazione dei cannabinoidi si è diffusa anche in campo veterinario, per la cura dei dolori di cani e gatti, soprattutto anziani o con problemi di artrosi ed epilessia. La weed economy, il business basato sul commercio dei fiori di Canapa light (THC inferiore allo 0,2 per cento), ha mosso in Italia, nei suoi primi 12 mesi, un mercato di 44 milioni di euro. Un fiume di denaro che però è circondato da un enorme vuoto legislativo. Sulle confezioni infatti ci sono scritte poco comprensibili, come per esempio “Cannabis tecnica, non adatta alla combustione”. Non solo gli imprenditori agricoli ma anche le associazioni di malati sono coinvolti nel dialogo con le Istituzioni per cambiare la situazione.

In particolare l’Associazione Luca Coscioni chiede, fra le altre cose, di autorizzare un’importazione d’urgenza di farmaci a base di Cannabis terapeutica per risolvere le gravi carenze e smettere di perseguire i malati che per necessità scelgono la via dell’auto-coltivazione (info: associazionelucacoscioni.it).

FONTE: https://www.elle.com/it/salute/benessere/a20120983/cannabis-legale-terapeutica/


giovedì 24 gennaio 2019

LIBRI - "I volti della canapa" di Maria Novella De Luca - Presentazione a Roma

LIBRI - "I volti della canapa", 15 storie fotografiche di chi combatte la malattia con la cannabis terapeutica
Pubblicato: Giovedì 24 Gennaio 2019
Un libro fotografico che racconta le storie di chi combatte le sue malattie anche attraverso l’uso, sperimentale, della cannabis terapeutica. L’obiettivo del lavoro di Maria Novella De Luca, raccolto nel libro "I volti della canapa" è quello di dare voce a chi sa cosa vuol dire combattere malattie come la sclerosi multipla o il cancro. 
L’autrice, fotografa professionista con una lunga esperienza nella cronaca, ha parlato con chi affronta quotidianamente non solo la battaglia con le malattie ma anche quella con la burocrazia che non aiuta a ricorrere a sistemi come quello della cannabis terapeutica. Gli intervistati raccontano alla fotografa i benefici che la cannabis sta portando nelle loro vite, dando un lieve sollievo quando possibile.


I volti della canapa è un viaggio attraverso cui l'autrice apre il microfono a persone spesso inascoltate dallo Stato. I suoi appunti di viaggio sono stati presi in punta di piedi, chiedendo ‘permesso’ e cercando di non invadere troppo gli animi e l’intimità di chi, come Claudia, Luciano, Serena e Osvaldo, si è reso disponibile al racconto. 

Cento pagine di fotografie raccontano 15 diverse storie che provengono da differenti città italiane: Arezzo, Firenze, Taranto, Grottaglie, Foggia, Lecce, Bologna, Roma, Siracusa, Genova e Mestre. Un lavoro sviluppato attraverso un’operazione di crowdfunding. 
Quindici storie che hanno spesso in comune la mancanza di fondi per l’assistenza e la decisione di provare una cura alternativa, usando la cannabis e i principi attivi che contiene, nel tentativo di portare avanti una vita quanto più normale possibile.

(Ringraziamento dell'autrice:
"Grazie a Il Messaggero che ha dedicato questo bell'articolo al mio libro fotografico e alle storie di chi combatte la malattia anche attraverso l’uso, della CANNABIS, ossia CANAPA terapeutica!" (click QUI)


ASSISTI AL BREVE VIDEO di presentazione:



(I volti della canapa sarà presentato venerdì 25 gennaio al Jey, in via Ostiense 385 a ROMA, dalle 19,30 alle 21)


(FONTE): https://www.ilmessaggero.it/libri/i_volti_della_canapa_maria_novella_de_luca_libro_fotografico-4253315.html?fbclid=IwAR3cn-xJJMCYiGmnVbD0blX7nPxeW2GNbJmtkDsHr9-VaNBJ2yIS8pJOp4w

sabato 5 gennaio 2019

Guariti dal CANCRO senza CHEMIO - Parliamo di Cannabis: della pianta!

Riflettiamoci su attentamente, ne va della vita dei nostri cari e di noi stessi.

“Gli avevano dato 18 mesi di vita, 
ma ha curato il cancro con una cura "proibita”

“Sentivo che la chemio mi stava uccidendo, ormai non avevo più niente da perdere”.

David Hibbitt è un ragazzo inglese cui è stato diagnosticato nel 2012 un cancro al colon in fase 3. Dopo essere stato sottoposto a chemioterapia, radioterapia e un intervento chirurgico, i medici gli dissero che non ci sarebbe stato più niente da fare..al massimo avrebbe vissuto per altri 18 mesi.

David non si è dato per vinto e ha cominciato a informarsi e studiare sulle possibili “strade alternative”. La cura che sembrava più adatta al suo caso era quella a base di olio di cannabis, così ha deciso di provarla.
“Sentivo che la chemio mi stava uccidendo, ormai non avevo più niente da perdere. L’idea di morire senza aver lottato mi faceva impazzire. Si trattava della mia vita, non potevo fermarmi ai dogmi della medicina ufficiale.” racconta David in un’intervista.

Le spese da sostenere per la cura non superavano le 50 sterline al mese, decisamente più basse rispetto a quelle necessarie per la chemioterapia (decine di migliaia di sterline pagate dal sistema sanitario pubblico e quindi dalle tasse dei cittadini).
Dopo neanche un anno il tumore era scomparso, le ultime analisi parlavano chiaro! David attribuisce la sua guarigione miracolosa all’olio di cannabis:
“Questa cura si è dimostrata infinitamente più efficace e meno devastante della chemioterapia. I dolori sono scomparsi del tutto e la qualità della mia vita è ritornata com’era un tempo. Voglio che questa mia testimonianza sia d’esempio a tutte quelle persone che non sanno come agire di fronte a questi problemi”.
 
David Hibbit è soltanto uno dei tantissimi casi di persone che hanno deciso di curare il tumore con la cannabis. Come un padre che ha agito sul suo bambino di 8 mesi con un tumore al cervello, considerato inoperabile, (anche in questo caso la cura con l’olio di cannabis si è dimostrata miracolosa).
Il documentario "Weed" (Erbaccia) prodotto dalla CNN (qui sottotitolato in spagnolo), mostra numerosi pazienti che fanno uso di marijuana a scopo terapeutico con risultati sorprendenti.

Ronnie Smith sostiene di aver curato più di 300 persone dal cancro (compreso se stesso) utilizzando l’olio di cannabis (marijuana). Il signor Smith in California auto-produce il suo olio facendo crescere le piante nei suoi terreni, questo è possibile perché ha la licenza d’uso di marijuana a scopo medico.

Rick Simpson è un’altra persona che ha curato il cancro con la marijuanaLui spiega che le grandi aziende farmaceutiche hanno interesse che le straordinarie proprietà curative della marijuana non siano divulgate, perché troppo economica rispetto alle costosissime cure tradizionali da cui traggono enormi profitti.   


Come potete fidarvi di un sistema che prima vi fornisce gli alimenti cancerogeni per eccellenza quali: carne, uova e latticini. Poi vi offre delle “cure” costosissime cancerogene come la chemioretapia e la radio terapia?

In questo sistema studiato in cui si crea prima il tumore e poi si cerca di spillar soldi, con delle cure lunghe anni e in più riconosciute inefficaci dagli stessi medici, che dimostrano essi stessi di non credere alla loro efficacia, dato dimostrato dalle statistiche che parlano chiaro. 

Riflettiamoci su attentamente, ne va della vita dei nostri cari e di noi stessi.

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Olio di cannabis terapeutico: legale in Farmacia



https://www.farmagalenica.it/olio-di-cannabis-terapeutico-legale-in-farmacia/

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Segui questo video pubblicato il 4 gennaio 2019

La Verità sulla Cannabis che i Governi nascondono al Mondo!


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AGGIORNAMENTO AL 24/01/2019



ASSISTI AL BREVE VIDEO DI PRESENTAZIONE:

LIBRI - "I volti della canapa", 15 storie fotografiche di chi combatte la malattia con la cannabis terapeutica
Pubblicato: Giovedì 24 Gennaio 2019
Un libro fotografico che racconta le storie di chi combatte le sue malattie anche attraverso l’uso, sperimentale, della cannabis terapeutica. L’obiettivo del lavoro di Maria Novella De Luca, raccolto nel libro "I volti della canapa" è quello di dare voce a chi sa cosa vuol dire combattere malattie come la sclerosi multipla o il cancro. 
L’autrice, fotografa professionista con una lunga esperienza nella cronaca, ha parlato con chi affronta quotidianamente non solo la battaglia con le malattie ma anche quella con la burocrazia che non aiuta a ricorrere a sistemi come quello della cannabis terapeutica. Gli intervistati raccontano alla fotografa i benefici che la cannabis sta portando nelle loro vite, dando un lieve sollievo quando possibile.


I volti della canapa è un viaggio attraverso cui l'autrice apre il microfono a persone spesso inascoltate dallo Stato. I suoi appunti di viaggio sono stati presi in punta di piedi, chiedendo ‘permesso’ e cercando di non invadere troppo gli animi e l’intimità di chi, come Claudia, Luciano, Serena e Osvaldo, si è reso disponibile al racconto. 

Cento pagine di fotografie raccontano 15 diverse storie che provengono da differenti città italiane: Arezzo, Firenze, Taranto, Grottaglie, Foggia, Lecce, Bologna, Roma, Siracusa, Genova e Mestre. Un lavoro sviluppato attraverso un’operazione di crowdfunding. 
Quindici storie che hanno spesso in comune la mancanza di fondi per l’assistenza e la decisione di provare una cura alternativa, usando la cannabis e i principi attivi che contiene, nel tentativo di portare avanti una vita quanto più normale possibile.

(I volti della canapa sarà presentato venerdì 25 gennaio al Jey, in via Ostiense 385 a ROMA, dalle 19,30 alle 21)

FONTE: "Il Messaggero" - https://www.ilmessaggero.it/libri/i_volti_della_canapa_maria_novella_de_luca_libro_fotografico-4253315.html?fbclid=IwAR3cn-xJJMCYiGmnVbD0blX7nPxeW2GNbJmtkDsHr9-VaNBJ2yIS8pJOp4w


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Cancro al cervello, data per morta guarisce con la cannabis

ALYSA ERWIN: “HO SCONFITTO UN TUMORE TERMINALE AL CERVELLO CON L’ESTRATTO DI CANNABIS” (segue nel LINK ANNESSO):

http://attivonews.altervista.org/cancro-al-cervello-data-per-morta-guarisce-con-la-cannabis/?fbclid=IwAR1qYyGeMw0tAikXxj6S-LQ3yLVFId4KixZQzXKzfzR1RQwjcxVVz2OWxEo

lunedì 13 febbraio 2017

Miele alla marijuana ma senza la molecola THC

Miele alla marijuana, anzi, per meglio dire: alla Cannabis (canapa) ma senza la molecola THC.

Il miele è utilizzato da millenni anche per le sue proprietà nutraceutiche e medicinali, e lo stesso naturalmente vale per la cannabis, della quale negli ultimi anni si stanno (ri)scoprendo valori terapeutici che erano noti già nella Cina del 5000 avanti Cristo. In Francia c’è un uomo che si fa chiamare Nicolas Trainerbees e che ha trovato il modo di creare un miele che contiene anche le virtù della cannabis, come? Semplice, facendo nutrire le api con la resina dei fiori di marijuana. Nasce così quello che Nicolas ha chiamato il “cannahoney”.
«Tutto ciò che passa dentro un ape e diventa miele migliora – ha dichiarato Nicolas in un’intervista – basti pensare che i loro enzimi riescono a trasformare la resina del pioppo e del salice in una fantastica sostanza curativa come la propoli, quindi ho pensato che fare trasformare alle api la cannabis avrebbe potuto dare grandi risultati».
Così, nel 2006, Nicolas ha cominciato a studiare per mettersi a produrre miele alla cannabis, mentre tutti gli altri apicoltori gli dicevano che era un’idea folle e impossibile. Ma in pochi anni ha dimostrato che si sbagliavano. Nel 2013 ha effettuato i primi test sul miele prodotto dalle api nutrite a cannabis, confermando che conteneva spiccate qualità terapeutiche e rilassanti.
E anche chi aveva espresso perplessità per la salute degli insetti è stato smentito. Dopo due anni di ricerca si è infatti potuto confermare che le api non possiedono un sistema endocannabinoide e quindi non elaborano il Thc, il quale non ha alcun effetto su di loro. Trattano i fiori di cannabis esattamente come tutti gli altri.
Oggi ha a disposizione 30 alveari per il suo progetto. Tuttavia, deve fare i conti con le complicazioni del proibizionismo e per questo tiene nascosta l’area in cui opera. Una situazione che comporta molti rischi, specie durante il trasporto delle piante vicino agli alveari per l’impollinazione.
Ora Nicolas ha cominciato a raccontare la sua vicenda su di un profilo Facebook. In Francia la coltivazione di cannabis è vietata, e anche se il suo scopo è produrre miele non psicoattivo rischia l’arresto. Per questo usa un nome fittizio e sta cercando qualcuno che voglia sostenerlo aiutandolo a proseguire la ricerca, magari trasferendosi in Spagna dove potrebbe continuare le sue sperimentazioni in una cornice legale.


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A beekeeper has trained a hive of "canna-bees" to produce honey from weed, it has been claimed.

A Frenchman using the pseudonym Nicolas Trainerbees has become a viral sensation after posting a video which allegedly shows his bees feasting on marijuana flowers.

Nicolas has reportedly spent several years trying to combine his love of weed and beekeeping, eventually happening on the idea of letting an insect army loose on his cannabis plants. 
CLICK HERE: http://www.mirror.co.uk/tech/canna-bees-trained-produce-honey-7491696



martedì 30 agosto 2016

La Cannabis è l’unica sostanza in grado di rigenerare le cellule nervose

Comitato Promotore Iniziative Popolari Referendarie e Legislative a favore della Depenalizzazione e della Legalizzazione della Cannabis in italia
TUTTI UNITI PER IL DIRITTO E LA LIBERTA'  DI AUTOPRODUZIONE PERSONALE DI CANNABIS

Associazione FreeWeed Board  

click >>> http://freeweed.it/associazione/


"La Cannabis è stata utilizzata per scopi medici e ricreativi per molti secoli, ed è probabilmente l’unica sostanza che ha mantenuto costantemente l’interesse del pubblico e generato molte polemiche nella ricerca medica.
Il Dottore Zhang, dell’Università di Saskatchewan in Canada, ha dichiarato: “I cannabinoidi sono in grado di controllare o ridurre il dolore, la nausea, il vomito, l’epilessia, ictus ischemico, traumi cerebrali, sclerosi multipla, tumori e altre patologie sia negli esseri umani sia negli animali.”.
Una recente pubblicazione sulla rivista scientifica Research Journal of Clinical Investigation, ha concluso che la Cannabis è in grado di rigenerare le cellule nervose nell’ippocampo, una parte del cervello associata con l’apprendimento, la memoria, ansia e depressione." (SEGUE NEL LINK SOTTOCITATO)

http://freeweed.it/la-cannabis-e-lunica-sostanza-in-grado-di-rigenerare-le-cellule-nervose/#.V8RY47lqbwM.facebook




mercoledì 9 marzo 2016

I veri motivi per cui una pianta divenne illegale. CANNABIS

Il bellissimo documento dedicato alla canapa (cannabis), scopriremo i veri motivi per cui fu proibita e i suoi infiniti utilizzi che farebbero chiudere petrolieri, e multinazionali varie.
(Contributo video tratto da "La vera storia della Marijuana" di Massimo Mazzucco - per visionare integralmente il film documentario:https://www.youtube.com/watch?v=mEqOa... - www.luogocomune.net)



PARTE PRIMA:


PARTE SECONDA:
Lo sapevate che perfino nei testi antichi raccolti nella Bibbia viene menzionata questa pianta come pianta di Dio? Ben 5 volte! Anche se non viene fatto il nome.

Il THC della canapa o cannabis, è il principio attivo di base più importante e miracoloso. La canapa ad uso curativo farmaceutico (olio etc.), che viene permessa in Italia viene privata da quel principio attivo e viene venduta, logicamente, senza andare contro legge.. legalmente. Pertanto non fa niente!.. nessun beneficio più di tanto! Comunque, dallo scorso dicembre, il Parlamento italiano ha iniziato le pratiche per legalizzare la coltivazione (controllata) della cannabis, battezzata "Marijuana" in un secondo tempo, solo per i casi di salute grave. Già iniziato a Firenze l'anno scorso da una compagnia legata ai militari. Speriamo bene. La lotta è durissima.


“Nessun farmaco può competere con la cannabis naturale”, l’intervista al dottor Lester Grinspoon
Lester Grinspoon
"Quando cominciai a occuparmi della marijuana nel 1967, non dubitavo che si trattasse di una droga molto nociva che, sfortunatamente, veniva usata da un numero sempre maggiore di giovani incoscienti che non ascoltavano o non potevano capire i moniti sulla sua pericolosità. La mia intenzione era di descrivere scientificamente la natura e il grado di questa pericolosità. Nei tre anni successivi, mentre passavo in rassegna la letteratura scientifica, medica e profana, il mio giudizio cominciò a cambiare. Arrivai a capire che anch’io, come molte altre persone in questo paese, ero stato sottoposto a un lavaggio del cervello. Le mie credenze circa la pericolosità della marijuana avevano scarso fondamento empirico. Quando completai quella ricerca mi convinsi che la cannabis fosse considerevolmente meno nociva del tabacco e dell’alcool, le droghe legali di uso più comune". 
Queste sono le parole con cui Lester Grinspoon apre il suo libro, “Marijuana, la medicina proibita”, scritto in collaborazione con James B. Balakar e pubblicato anche in Italia (Editori Riuniti, 2002). Ma chi è Lester Grinspoon, e com’è arrivato a queste conclusioni?
SEGUE QUI




COMPARAZIONE VERSO LA FAMIGERATA "COCA COLA":


"Bedrocan". Questo farmaco miracoloso, composto dalla cannabis, combatte la sclerosi multipla. Ma nessuno ne parla! Perché?


(P) - "Bedrocan". Esse fármaco maravilha, feita de cannabis, que luta a esclerose múltipla. Mas ninguém fala sobre isso! Por quê?



(ENG) - "Bedrocan". This wonder drug, made from cannabis, it is fighting multiple sclerosis. But nobody talks about it! WHY?