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sabato 25 gennaio 2020

I NUOVI DISCHI IN VINILE SONO UNA FREGATURA


I NUOVI DISCHI IN VINILE SONO UNA FREGATURA
 
Che siate giovani in cerca di nuove esperienze tecnologiche o ultracinquantenni che sperano di rallentare la senescenza recuperando il giradischi di gioventù dalla cantina, sconsiglio di comprare dischi di vinile di nuova produzione, quelli che ormai si trovano persino nei centri commerciali e che costano sedici, venti, addirittura cinquanta euro, che si tratti di ristampe di vecchi titoli o di nuove produzioni viniliche parallele alla pubblicazione su Cd e/o download.
Vi spiego perché.
Per quel che riguarda le ristampe di vecchi titoli, quelli pubblicati in vinile fino alla fine degli anni ottanta, il primo motivo per cui non ha senso comprare un‘edizione attuale è il più ovvio: non ha senso pagare 19,90 euro la ristampa vinilica di Steppenwolf di Peter Maffay (1979) quando l‘originale uscito quarant‘anni fa si trova ai mercatini a un euro, e online persino a 10 centesimi, spesso in condizioni ottime.


Perché spendere 24 euro per un vinile, quando ai mercatini si può comprare a un euro? (foto dell’autore – Mercatino delle pulci di Kennedy Platz, Berlino)
Poi quasi sempre la stampa originale è migliore di quella attuale. I macchinari in uso oggi sono quelli scampati alla distruzione alla fine degli anni novanta, hanno alle spalle la stampa di decine o centinaia di milioni di copie, e pur con la migliore manutenzione non sempre riescono a garantire la potenza di pressaggio necessaria. In generale sono macchine che fanno quello che possono, con pezzi di ricambio perlopiù cannibalizzati da presse fuori uso. A questo si aggiunge che pur di giustificare i prezzi audiofili (anche 50 euro per un disco che alla fabbrica costa un euro di media) alcune etichette stampano dischi molto spessi, da 180 e persino 200 grammi (contro i 140-120 grammi dei vecchi dischi), che in teoria dovrebbero essere maggiormente resistenti alle ondulazioni e per qualche motivo esoterico dovrebbero suonare meglio di quelli sottili degli anni settanta. Ma, a parte il fatto che anche il più sottile dei dischi si piega solo se lo lasci al sole, queste edizioni per eletti suonano spesso peggio di quelle normali: già le presse faticano a stampare un disco di spessore normale, figuriamoci uno così impegnativo.


Un altro indotto creato dalla moda del vinile: i preamplificatori per giradischi costano da 20 a 5.000 euro, ma dentro ci sono sempre più o meno gli stessi componenti (nella foto i preamplifcatori in uso da Seventies Berlin – The Vinyl Radio)
Un altro motivo per cui è quanto meno rischioso comprare una ristampa di un vecchio titolo è il cutting: l’incisione della cosiddetta lacca, il disco originale da cui si otterrà la matrice per la duplicazione, un’operazione che nel periodo della produzione industriale del vinile era compiuta da professionisti esperti. Non solo il nastro originale va valutato per verificare che l’ingegnere di mastering abbia ottimizzato la registrazione per il vinile (un errore, e la puntina di incisione da 10.000 euro si frantuma),  ma il tecnico deve anche costantemente seguire con un microscopio (la cui immagine è perlopiù proiettata su un monitor) l‘andamento dell‘incisione, avvicinando e allontanando manualmente i solchi a spirale mentre scorre la musica, a seconda della situazione sonora: un passaggio sonoro complesso e forte richiede solchi ben distanziati, un pianissimo permette di risparmiare spazio. È un mestiere non facile, bisogna conoscere bene le tracce che si sta incidendo (si deve sapere che fra dieci secondi arriva un colpo di batteria e preparare i solchi) e si deve sapere come ottimizzare i livelli sonori rispetto alla durata e allo stile musicale del disco. È tecnica, arte ed esperienza in pari misura, ed è un compito di responsabilità anche dal punto di vista economico: se si commette un errore in incisione bisogna ricominciare da capo, mezz’ora di lavoro buttata via e una costosissima puntina di incisione usurata inutilmente. Su YouTube troverete decine di video dimostrativi del funzionamento di un tornio di cutting, ma siccome sono quasi tutti pubblicitari vi propongo questo muto di trenta secondi: la luce a sinistra è quella della telecamera che riprende i solchi man mano che sono creati, a destra si vede la testina di taglio. Nel corso dei decenni sono stati sviluppati strumenti atti a facilitare il lavoro del cutter: la Denon aveva a un certo punto messo sul mercato un sistema che permetteva di ascoltare con dieci secondi di anticipo ciò che sarebbe stato inciso, permettendo di regolarsi con comodo e senza conoscere i brani a priori, e di recente ho letto di macchine computerizzate in grado di autoregolare il procedimento in base alla musica, ma ne ho solo letto.


Geoff Emerick
 (l‘ingegnere del suono che ha registrato tutti i dischi dei Beatles, tranne Let It Be, scomparso lo scorso 10 ottobre), nel suo bel libro Here, There and Everywhere racconta che tra una sessione in studio e l’altra si occupava personalmente del cutting delle lacche, il che evidenzia la criticità dell‘operazione e spiega perché le prime edizioni dei Beatles suonino così bene. Alcuni collezionisti pignoli selezionano l’edizione da comprare di un certo disco anche basandosi su chi ne ha realizzato il cutting, identificato da iniziali, simboli semisegreti o firme incisi a mano tra i solchi di fine disco. Non che oggi non esistano bravi ingegneri di cutting, al contrario, ma se non si va sul sicuro, il rischio di comprare un disco inciso male esiste.


Il libro di Geoff Emerick di cui consiglio la lettura. L’autore è purtroppo scomparso a inizio ottobre 2018
C‘è poi un motivo di ordine filosofico. Dicono: ah, il suono analogico del vinile! Già, solo che pressoché nessuna fabbrica attuale ricava le matrici dei vinili dai nastri originali: oggi i vinili sono quasi tutti stampati partendo da una fonte digitale, a volte persino da file mp3 inviati per email. Diranno che non ha importanza, importa che una volta rimodulato dal supporto vinilico, il suono è comunque più bello, più morbido, più caldo. Può darsi, tuttavia penso che se si accetta di introdurre il digitale nella catena di produzione teoricamente analogica, tanto vale piazzare un filtro digitale da poche centinaia di euro nel proprio impianto stereo che riproduca l‘effetto vinilico. Esistono sì piccoli studi in grado di realizzare matrici partendo dal nastro, certo sono più costosi, e resta il fatto che nei grandi stabilimenti di pressaggio di nastri non ne ho ancora visti.


Postazione di digitalizzazione vinili per la successiva trasmissione (foto Seventies Berlin – The Vinyl Radio)
Insomma, un vecchio disco costa quasi sempre molto meno, ha più senso e suona probabilmente meglio di una ristampa moderna se non altro perché è l‘ultimo anello di una catena produttiva industriale organica nella quale ogni operazione era affidata ai migliori professionisti, che lavoravano con macchinari dalla manutenzione perfetta. Aggiungo che per motivi non sempre chiari (forse mescole di vinile di bassa qualità oltre alla solita pressione di stampa inadeguata), a volte i dischi di nuova produzione sono rumorosi, Hanno cioè un soffio pronunciato o un rombo insistente, o rumori come quelli prodotti da una superficie graffiata. Per non parlare di quelli colorati e dei picture disc, che hanno sempre suonato e continuano a suonare male, non comprateli, né vecchi né nuovi.


I dischi pop presentano di norma cinque tracce a facciata; dischi con un numero maggiore di tracce, come alcune compilation, suonano sicuramente così così (foto Seventies Berlin – The Vinyl Radio)
Vediamo ora perché evitare anche le nuove produzioni proposte su vinile. Diversi gruppi e cantanti contemporanei si fanno un punto di onore il pubblicare le loro novità anche su disco, accanto a mp3 e Cd: l’insensatezza della cosa, prescindendo dalla moda, mi pare notevole. Le tecniche digitali audio sono molto più difficili da padroneggiare rispetto ai vecchi mixer analogici e registratori a nastro, ma dopo un paio di decenni di tentennamenti, ora dagli studi migliori escono registrazioni digitali perfette (non quelle di musica classica, che continuano a essere in media scarse). Registrazioni che per essere travasate su vinile vanno limate se non mutilate: i bassi diventano monofonici, la dinamica va adattata alle limitate risorse del supporto, alcune frequenze vanno esaltate, l’ordine dei pezzi va pensato considerando che le tracce interne suonano peggio di quelle esterne eccetera. Quello che in digitale suona magnificamente, su vinile suona benino. Come comprare una Bmw Serie 3 e poi sostituirne il motore con quello di una Alfasud. Non andate a spendere trenta euro per una nuova release che in download o Cd ne costa nove, e niente se la scaricate da YouTube.


Per essere trasferita su vinile, una registrazione digitale va adattata in postproduzione, deteriorandola (foto Seventies Berlin – The Vinyl Radio)
Esiste una eccezione a questo discorso, riguarda le registrazioni perlopiù jazz che ancora sono realizzate in analogico e trasferite da nastro su vinile. In tal caso sì, può valer la pena spendere qualcosa di più. Però bisogna conoscere le etichette, perlopiù piccolissime, per andare sul sicuro. Non dimenticate che tutta questa faccenda del vinile è soprattutto una enorme trovata commerciale, non è che gli inventori dei Cd fossero degli sciocchi senza orecchie, come molti audiofili vorrebbero far credere, anche se è vero che Il Cd è stato male utilizzato, come spiegherò in un prossimo articolo.


Mixer analogico di distribuzione e messa in onda (foto Seventies Berlin – The Vinyl Radio)
Da questo breve discorso si evince che le nuove produzioni conviene comprarle su Cd o download. Per quelle vecchie, in linea di massima è bene prenderle su vecchio vinile, non su nuovo e neppure su Cd, ma esistono eccezioni: per esempio l’edizione su Cd di The Kick Inside, di Kate Bush del 1979, suona meravigliosamente bene, come anche la serie jazz rimasterizzata per il CD da Rudy Van Gelder. Di questo e di altri argomenti vinilici parlerò in prossimi articoli. Intanto godetevi Wuthering Heights, tratto dal disco citato di Kate Bush: dopo quarant’anni mi dà ancora la pelle d’oca.

Siccome siamo in tempi di gente che si incavola facile: quanto scritto esprime la mia opinione, maturata in decenni di frequentazione di sistemi audio amatoriali e professionali. Non escludo che esistano produzioni viniliche contemporanee di altissimo livello e prezzo contenuto, nel qual caso sarò più che lieto di recensirle favorevolmente smentendomi parzialmente.
(Salvo diversa indicazione, le immagini sono state gentilmente fornite da Seventies Berlin – The Vinyl Radio).



sabato 23 febbraio 2019

A SANSCEMO pardon, SANREMO YOUNG in testa la bambolina. Eliminata la talentuosa bella siciliana Clara Palmeri!


23/02/2019 - Grazie ugualmente AMICI... quei pochi ma buoni che si sono uniti a me per sostenere l'avventura a SANSCEMO, pardon! SANREMO YOUNG di Clara Palmeri​! (chiamato "SANREMO YOUNG", ma che con il FESTIVAL DI SANREMO, ne sono convinto, NON ABBIA NULLA A CHE FARE, anche se la location è la stessa: fatto apposta per trarre in inganno. E' come dire se io organizzo un festival, anzi, una competizione canora a Venezia e la intitolo "VENEZIA YOUNG"... Bello eh? Ma suona molto molto diverso! Meglio affittare e usare il Teatro Ariston della cittadina Sanremo.. tanto più che la "dea" RAI si trova già posizionate le sue telecamere e regie varie, dal VERO FESTIVAL tenutosi poco prima!). 
Clara ci credeva.. o, almeno sperava, in qualcosa in più. Ma, come spesso accade in quell'ambiente, la logica va a farsi friggere. Proprio come è successo tra i BIG!.. al vero reale FESTIVAL DI SANREMO DELLA CANZONE ITALIANA, si intende!

Claretta! NON TI VOGLIAMO VEDERE PIANGERE! Oppure considera il tuo pianto una esternazione del tuo dispiacere nel lasciare gli amici e dovere tornartene a casa, però nella tua magnifica Marsala! Per il resto, credimi, non ne vale proprio la pena. Quando ti ho visto alla fine, ad andare a finire nel ballottaggio con quell'altro concorrente, ho capito che la tua esclusione era segnata! Ma non perché ritenevo quel ragazzo più degno e meritevole di te nel cantare! Ma per altri motivi che qui preferisco un liquidare con un "no comment".

Abbraccione, comprendente pure tua mamma Marianna, con questo mio collage, postato all'inizio, creato per l'occasione e non senza commozione. Ciaooo stellina! <3 :)

Mia recensione:

"ieri sera, sulla maledetta, marpiona RAI e il suo furbone, per non dire criminale, sistema di TELEVOTO*, abbiamo assistito ad una roba da incubo, verso giovanissimi cantanti in erba... umiliati, mortificati, sfruttati, illusi e chi più ne ha più ne metta. "SANREMO YOUNG" prolungamento, in chiave "grandicelli", di "TI LASCIO UNA CANZONE" (TLUC), condotto dalla solita "attrice" Clerici (non una semplice presentatrice ma facente parte della così detta "Commissione artistica", nominata dall'organizzazione RAI-UNO e pertanto con pieni poteri e influenza - Commissione Artistica, composta dal Direttore Artistico Gianmarco Mazzi, da Antonella Clerici e dal Direttore Musicale Diego Basso.).

Che pena, poveri ragazzi.. anche se lo sanno in anticipo i rischi che corrono e hanno, comunque, deciso di gettarsi ugualmente nel calderone tritatutto, che triterà tutti meno uno, ossia quello che poi raggiungerà il traguardo finale, ossia la vittoria. 

L'organizzazione.. ossia la RAI (lo sapevate?), dopo aver "sfruttato" in lungo e in largo questi ragazzi e creato un grosso business a proprio favore, penso sia il minimo che possa fare a concedere la possibilità al vincitore, di partecipare, in futuro, alla vera manifestazione canora del Festival di Sanremo Giovani. Che gentili! Ma la vincitrice dell'anno scorso, chi l'ha vista al FESTIVAL DI SANREMO di quest'anno??!? Boh!


Io, normalmente, non guardo mai la "dea" TV-lava-cervelli (l'ho lanciata fuori dalla finestra tempo fa e detesto la RAI), ma stavolta ho fatto un'eccezione, a casa di amici, per seguire una giovane che seguo dai tempi di TLUC: Clara Palmeri.. bravissima ma, in questo contesto, usata "usa e getta".. e, come lei, tanti altri, praticamente tutti, meno quello scelto e già programmato per la vittoria finale... che io immagino già chi è, sospettando disegni già pianificati a suo tempo, da chi.. lo tengo per me.

Vanno lentamente, procedono adagio quelli della RAI di Stato (già, quale Stato?).. per incrementare ulteriormente (vedi il canone) le casse RAI (e non solo) col famigerato TELEVOTO*.. Non hanno fretta loro." :(



Un'immagine di Clara Palmeri assieme al giovane 15enne Luigi Cascio che, dopo essere stato illuso di essere sul punto di passare il turno, improvvisamente si è visto notificare l'eliminazione, che lo ha lasciato letteralmente di stucco e incredulo! Macellato praticamente.... ma con illusione psicologica del genere: "dalle stelle alle stalle". 
Puro sadismo.. Sigh!
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ECCO LA CRONACA DELLA TRASMISSIONE DEL 22 FEBBRAIO 2019:Luigi Cascio e Clara Palmeri eliminati da Sanremo Young: la classifica completa
ByAntonella Latilla:

Prime eliminazioni a Sanremo Young 2019. A fine seconda puntata sono stati eliminati due concorrenti: Luigi Cascio e Clara Palmeri. 

Il primo, Luigi Cascio, si è esibito nel corso della serata con Bianca Atzei (Atzei, vestita talmente sexy da aver senz'altro turbato le fantasticherie del giovane 15enne e non solo, ndr.) mentre la seconda, Clara Palmeri con Mietta (Mietta, la svampita e tramontata Mietta, ritornata anche quest'anno, che, da come si comportava, come se volesse strafare, ha dato l'impressione fosse lei quella in gara, evidenziando un'accoppiata decisamente sbagliata causa i timbri di voce fortemente contrastanti, da penalizzare fortemente Clara Palmeri, che non è riuscita a nascondere il suo disagio, senza potersi esprimere al meglio. 
Ciò ha indubbiamente danneggiato la concorrente Clara: Enrico Ruggeri, in giuria, per esempio, l'ha liquidata freddamente E STRANAMENTE con un 6! Qualcuno aveva forse già deciso che Clara Palmeri dovesse essere eliminata quella sera? ndr.).

I due si sono piazzati alle posizioni più basse della classifica (risultato del punteggio congiunto del televoto e della giuria) insieme a Kimono e Eden e sono stati poi definitivamente eliminati dai due comici "Luca e Paolo", presenti nel programma in qualità di giudici supremi (!). Ma in che modo Luigi e Clara sono stati eliminati?

La classifica è stata la seguente:

1. Giovanna Camastra
2. Giuseppe Ciccarese
3. Beatrice Zoco
4. Tecla Insolia
5. Antonio Vaglica
6. Maxi Urban

7. Luigi Cascio
8. Kimono
9. Eden
10. Clara Palmeri

Clara Palmeri è stata votata dall’orchestra ma non è bastato.
Dopo aver ottenuto l’ultimo posto in classifica, (incredibile ma vero) Clara Palmeri ha ricevuto il voto del direttore dell’orchestra (ipocrisia allo stato puro.. non gli crediamo quando dice che era già stato stabilito con congruo anticipo!), che ogni sera può assegnare un punto al concorrente considerato più meritevole. Questo vantaggio non è servito più di tanto alla ragazza, che salendo dal decimo al nono posto è rimasta (anche per forza.. ipocrisia? Contentino?) sempre nella zona più bassa della classifica. (in neretto: ndr)


A fine serata Luca e Paolo (i due comici, pertanto attori) hanno salvato solo due ragazzi come previsto dal regolamento. (Li hanno presi da quel copione che era stato assegnato loro?) La scelta (decisa da chi non si può sapere: dicono che la decisione spetta a loro.. e ce lo vogliono far credere) è ricaduta su Kimono e Eden.. eliminando anche in modo sadico e spettacolare i malcapitati ragazzini, in ordine di esecuzione: Luigi Cascio e Clara Palmeri. Orribile sceneggiata per fare incrementare l'audience? Bah! Ci siamo proprio ridotti male: due comici come plotone d'esecuzione! Sigh!

Da segnalare che Giovanna Camastra – prima al televoto – è stata la concorrente di Sanremo Young più votata anche su Instagram. La quindicenne (QUI, NEL TITOLO, ESPRESSA COME "LA BAMBOLINA") ha cantato "Ti innamorerai" in duetto con Marco Masini (il già quotato vincente per questo genere di votazioni... Toh! Guarda caso! E... che tenerezza la bambolina!! Ma.. mi domando: "chi decide le accoppiate?" Ma è logico che il/la concorrente in accoppiata col pluri-quotato Marco Masini sia decisamente collocato/a addirittura in vantaggio! "Ma fatela un po' meno sporca un'altra volta!"


PAZZESCO! NIENTE A CHE FARE COL FESTIVAL DI SANREMO DOVE OGNUNO GAREGGIA CANTANDO LA PROPRIA CANZONE SENZA INTERMEDIARI O SPALLA! 

MA CHE RAZZA DI COMPETIZIONE PUO' ESSERE UN "SANREMO YOUNG" COSI' DISEGNATO? RISPOSTA: "SOLO UNA SCUSA PER FARE ESIBIRE I BIG, VECCHI E/O DIMENTICATI O QUASI! E GODERE ANCHE, soprattutto, DEL BUSINESS DEL TELEVOTO*! PER NON DIRE ALTRO DI ASSAI PEGGIO." 

- NON SI VUOLE QUI INCITARE A BOICOTTARE QUESTO PROGRAMMA.. MA OGNUNO FACCIA LE PROPRIE RIFLESSIONI E AGISCA DI CONSEGUENZA IN MANIERA GIUSTA SECONDO PROPRIA COSCIENZA! PERSONALMENTE, MAI L'HO SEGUITO E MAI PIU' LO SEGUIRO'. 

E SE TUTTI I GENITORI SI SVEGLIASSERO NON FACENDO PARTECIPARE IL PROPRIO FIGLIO/A IL PROSSIMO ANNO, SALVANDOLO DAL TRITATUTTO... QUESTO SANREMOYOUNG SARA' DESTINATO ALLA FINE CHE MERITA: AD ESTINGUERSI! 
E SVEGLIATEVI GENTE! BASTA A CADERE NELLA TRAPPOLA DEL TELEVOTO*! NON VOTIAMO PIU' NOI! CARA RAI!


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* IL TELEVOTO... INGANNO DI DELINQUENTI:


"Spettatori che danno il loro giudizio per avere un verdetto popolare? Macché! Il televoto da casa non è un sistema democratico per decretare la vittoria di qualcuno, ma un vero e proprio business.
Tu spendi, credendo di essere protagonista e di partecipare all’esito di una gara, e loro ci guadagnano. E tanto, perché il famoso sms che mandi al numero che leggi in sovraimpressione ti costa molto di più dell’sms che mandi normalmente. E il business ci guadagna. Ecco chi si spartisce la torta dei milioni di televoti che tra reality show, Sanremo e Miss Italia mandiamo ogni anno.
Il giudizio del popolo sovrano? Una bufala.

Il televoto è il metodo più democratico che ci sia per far interagire il pubblico con la televisione? Balle. Il tuo voto serve a far guadagnare soldi. Se le trasmissioni volessero semplicemente la tua opinione, ti farebbero votare attraverso un numero verde o al massimo il costo della chiamata o dell’sms sarebbe quello previsto dal tuo piano tariffario. Invece costa molto di più. E altro che metodo democratico..." (segue nel LINK annesso, della associazione difesa consumatori - articolo di Fausta Chiesa)

http://www.associazionedifesaconsumatori.it/news/politica-e-societa/il-televoto-da-casa-una-spesa-per-chi-chiama-un-business-per-gli-altri/

Carla Galeazzi ha detto:
Basta con il business del televoto a pagamento!!!
Basta far guadagnare soldi a persone che altro non fanno che arricchirsi alle spalle altrui!
Giudizio del popolo sovrano: gran bella bufala!!!
Concordo perfettamente con quanto scritto dalla Sig.ra Chiesa nel 2010, ora nel 2018 siamo ancora allo stesso punto: nulla è cambiato e non se ne parla più!
Sig.ra Chiesa ci riprovi, rifaccia sentire la sua voce!!! Grazie

giovedì 25 ottobre 2018

"Padre Pio aiutami ho bisogno di te" - La song-video che ha visto MIRACOLI!

FAI PARTIRE LA VIDEO-SONG MIRACOLOSA!
CLICK>>> QUI IL VIDEO!

DOVEVO MORIRE a soli sei anni, ma Padre Pio mi ha salvato con questa preghiera. (segue QUI)


Video-cover magnifica con la voce di Gil Brezza che più che una canzone è una preghiera a PADRE PIO. Non basta ascoltare e assistere alle immagini... occorre partecipare alla preghiera con fede e devozione. Dato che non si tratta solamente di immagini relative al santo ma esiste anche un'immagine di un ammalato, operato al cuore e guarito completamente grazie alla intercessione di Padre Pio. Il MIRACOLO si è ripetuto nel mondo dopo aver assistito e pregato! Buon ascolto, buona visione e BUONA PREGHIERA! 
CONDIVIDETE! E POSTATE I VOSTRI RINGRAZIAMENTI A PADRE PIO, QUI E SOPRATTUTTO SOTTO IL VIDEO ORIGINALE SU YOUTUBE:   https://www.youtube.com/watch?v=JGU8Ham9meI



martedì 15 dicembre 2015

Libertà.. e libertà di pensare (Giorgio Gaber) - LIBERI PENSATORI

Oggi più che mai è ancora attuale dopo quasi 15 anni.. l'ultimo passaggio del brano del grandissimo e indimenticabile Giorgio Gaber.. "Si può" ..... ma come?!?... Con tutte le libertà che avete... volete anche la libertà di pensare?!... Utopia!!... Utopia!!... Utopia!!....."
Il sito dedicato a Giorgio Gaber: Far finta di essere... GABER"


Si può
si può
si può, siamo liberi come l'aria, si può
si può, siamo noi che facciam la storia, si può.

Si può, io mi vesto come mi pare


si può, sono libero di creare
si può, son padrone del mio destino
si può, posso mettermi un orecchino.

Si può, fare critiche dall'esterno
si può, sputtanare tutto il governo
si può, non far uso dei congiuntivi
si può, siamo liberi e trasgressivi.

Basta uno spunto qualunque
e la nostra fantasia non ha confini
basta un pennello, un colore
e noi siamo pronti
a perpetuare la creatività dei popoli latini.

Si può, fare i giovani a sessant'anni
si può, regalare i blue-jeans ai nonni
si può, in ignobili trasmissioni
si può, schiaffeggiarsi come coglioni.

Si può, far politica coi fumetti


si può, divertirsi con Andreotti
si può, con la satira che straripa
si può, fare il verso persino al papa.

Con quella vena di razza italiana
che è vivace e battagliera
è naturale che poi siamo noi
che possiam cambiar tutto
a patto che si lasci tutto come era.

Si può, siamo liberi come l'aria, si può
si può, siamo noi che facciam la storia, si può
il giovane Gaber, chitarrista
nella band di A. Celentano

libertà, libertà, libertà, libertà obbligatoria.

Sono assai cambiato, sono così spregiudicato
sono infedele, sono matto, posso far tutto.
Viene la paura di una vertigine totale,
viene la voglia un po' anormale di inventare una morale
utopia, utopia, utopia-pia-pia.


Si può, ignorare gli intellettuali si può, fare il tifo per gli animali
si può, far la guerra per scopi giusti
si può, siamo autentici pacifisti.

Per ogni assillo, rovello sociale, sembra che la gente goda
tutti che dicono la loro, facciamo un bel coro
di opinioni fino a quando il fatto non è più di moda.

Si può, rovesciare la notte e il giorno
si può, eccitarsi con un film porno
si può, patteggiare sulla galera
si può, ricantare "Faccetta nera".

Si può, trasgredire qualsiasi mito


si può, invaghirsi di un travestito
si può, consultarsi con una strega
si può, farsi ognuno una bella lega.

In questa tua libertà illimitata
di espressione e di parola
l'unica rivoluzione che noi abbiamo fatto
ha un difetto:
è la rivoluzione della Coca-Cola.

Si può, siamo liberi come l'aria, si può
si può, siamo noi che facciam la storia, si può.



[parlato] Ma come? Con tutte le libertà che avete, 

volete anche la  libertà di pensare?

Utopia, utopia, utopia-pia-pia.

Libertà, libertà, libertà, libertà,
libertà, libertà, libertà, libertà,
libertà, libertà, libertà, libertà...


                           "Si può" - AUDIO MIGLIORE

"Destra-Sinistra"

Giorgio Gaber - "Qualcuno era comunista"