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martedì 12 maggio 2020

Rory Gallagher e la sua mitica 61, il vero Gallagher del rock!


“Mr. Hendrix, cosa si prova a essere il più bravo chitarrista rock del mondo?” 
“E che ne so? Andate a chiederlo a Rory Gallagher!”

Questa conversazione – che potrebbe sembrare surreale – si svolse all’indomani del grande festival musicale di Woodstock, quando un giornalista rivolse la fantasiosa domanda a Jimi Hendrix, allora il più osannato dei chitarristi della storia del rock.
La risposta di Jimi, fedele al suo personaggio tanto anfetaminico sulle scene, quanto gentile e delicato fuori, dà la misura di come l’irlandese Rory Gallagher fosse apprezzato dai suoi colleghi musicisti, sebbene allora avesse a malapena ventuno anni.
Rory era nato per l’appunto in Irlanda, a Ballyshannon, il 2 marzo del 1948; da quando – a nove anni – gli avevano messo in mano una chitarra, il ragazzino non aveva smesso di stupire. Influenzato da dischi di blues di Muddy Waters e Leadbelly, sentiti chissà dove, fin da ragazzo aveva elaborato uno stile basato su una peculiare mistura di blues, quello elettrico di Chicago ma anche quello acustico pre-guerra, folk e jazz.
Verso la seconda metà degli anni ’60 la Mecca per chi vuole suonare la chitarra e fare del rock la propria occupazione è ovviamente Londra, ed è lì che il giovanissimo Rory si trasferisce appena può.
Rory, che è nato come William – o Liam, come anni dopo uno dei due pestiferi Gallagher degli Oasis – si appassiona subito al British Blues, allora imperante, e forma un terzetto sulla scia di Cream e Jimi Hendrix Experience. Con Richard McCraken e John Wilson nascono i Taste. Il trio si fa subito una solida fama, grazie soprattutto alla chitarra indiavolata di Rory, che sfoggia anche una vocalità genuina e dall’accento pesantemente british, a rendere ancora più particolare il suo blues accelerato. La band sforna tre ottimi album, ai quali forse manca solo – come mancherà al Gallagher solista – qualche brano killer che permetta di sfondare del tutto; manca il caratteristico trenta per fare trentuno. A un certo punto, però, il bravo chitarrista si accorge che manca anche qualcos’altro: i quattrini. I due compagni di band, infatti, in combutta col dispotico manager Eddie Kennedy, stanno truffando l’ingenuo Rory, che manda all’aria tutto quanto.
Resta il tempo per una leggendaria esibizione al festival di Wight, poi Rory scioglie i Taste e inizia una carriera solista che sarà proficua ma sempre mantenendo il profilo piuttosto basso.
Ed è un po’ la cifra della carriera di Gallagher, il basso profilo. Il musicista era infatti refrattario ai compromessi, fin troppo forse. Non gradiva le lusinghe dello show business, come non sopportava – chissà perché – i 45 giri. La sua immagine era caratterizzata da camicioni a scacchi, gli stessi che faranno la fortuna del grunge vent’anni dopo, e, nonostante la stima che gli professavano colleghi come Eric Clapton, Jimmy Page e il citato Hendrix, l’unico interesse di Rory rimase sempre il palco, senza troppa attenzione al lato commerciale.
Sempre imbracciando la sua Fender Stratocaster Sunburnst del 1961 – che una volta gli fu rubata, gettandolo nella depressione finché non la ritrovò – incise undici album in studio e, soprattutto, tre incendiari live. Il suo stile, sospeso tra blues, jazz e hard rock, ricordava i coevi Johnny Winter e Alvin Lee – anche vocalmente – e la sua tecnica era sopraffina, specie nella rilettura di vecchi standard blues; la composizione era forse il suo punto debole, anche se pezzi come Million Miles Away sono rimasti giustamente nella storia.
Un’altra occasione che fa ben comprendere l’approccio di Rory allo showbiz avvenne nel 1975; Mick Taylor, che aveva sostituito Brian Jones nei Rolling Stones nel 1969, decise di abbandonare la band. Troppo poco avvezzo agli eccessi degli Stones, si disse allora, ma anche la voglia di tentare una carta solista che gli darà ben poche soddisfazioni. La caccia al posto vacante è spietata, Rory suona un po’ col gruppo, registra dei provini; piace molto a Mick Jagger, ma il periodo è assai confuso. Keith Richards non sta bene, non si sa se il gruppo andrà avanti o finirà lì, in più Ron Wood – che alla fine sarà scelto – non ha la tecnica di Rory ma è più avvezzo alla vita on the road e anfetaminica della band; Rory, inoltre, sta per partire per un lungo tour in Giappone e non se la sente di rischiare. Alla fine non se ne farà nulla.
Rory Gallagher continua così a fare quello che gli riesce meglio, incendiare i palchi di tutto il mondo con la sua fedele Stratocaster. Incide ancora dei buoni lavori, ma gli anni ’80 sono alle porte col loro carico di musica patinata che ben poco spazio lascia al sano vecchio rock’n’roll. Rory, che paradossalmente è sempre stato contrario agli eccessi della vita da rockstar, in particolare alle droghe, tenendo sempre il vessillo del proletariato irlandese, cade nel tranello dell’alcool. Beve talmente tanto che presto inizia a soffrire di fegato. Continua a suonare fino a quando non si rende necessario l’estremo rimedio, un pericoloso trapianto. Siamo nel 1994 e le cose non vanno come sperato: il 14 giugno del 1995, per le complicazioni dovute all’operazione, Rory Gallagher muore a soli 47 anni.
Tutte le televisioni irlandesi e perfino la BBC inglese interrompono le trasmissioni per darne l’annuncio. In Gran Bretagna – a differenza che da noi – Rory è un personaggio leggendario, forse il solo capace di unire inglesi e irlandesi. I suoi funerali, a cui partecipa la folla delle grandi occasioni, vengono trasmessi in diretta nazionale alla televisione.
Rory Gallagher compirebbe oggi 72 anni e non ci vuole poi troppa fantasia a immaginarlo ancora sul palco, invecchiato e con la fida Stratocaster, a dispensare il suo blues d’altri tempi, con la camicia a scacchi, i lunghi capelli bianchi, la bottiglia e tutto quanto.







sabato 25 gennaio 2020

I NUOVI DISCHI IN VINILE SONO UNA FREGATURA


I NUOVI DISCHI IN VINILE SONO UNA FREGATURA
 
Che siate giovani in cerca di nuove esperienze tecnologiche o ultracinquantenni che sperano di rallentare la senescenza recuperando il giradischi di gioventù dalla cantina, sconsiglio di comprare dischi di vinile di nuova produzione, quelli che ormai si trovano persino nei centri commerciali e che costano sedici, venti, addirittura cinquanta euro, che si tratti di ristampe di vecchi titoli o di nuove produzioni viniliche parallele alla pubblicazione su Cd e/o download.
Vi spiego perché.
Per quel che riguarda le ristampe di vecchi titoli, quelli pubblicati in vinile fino alla fine degli anni ottanta, il primo motivo per cui non ha senso comprare un‘edizione attuale è il più ovvio: non ha senso pagare 19,90 euro la ristampa vinilica di Steppenwolf di Peter Maffay (1979) quando l‘originale uscito quarant‘anni fa si trova ai mercatini a un euro, e online persino a 10 centesimi, spesso in condizioni ottime.


Perché spendere 24 euro per un vinile, quando ai mercatini si può comprare a un euro? (foto dell’autore – Mercatino delle pulci di Kennedy Platz, Berlino)
Poi quasi sempre la stampa originale è migliore di quella attuale. I macchinari in uso oggi sono quelli scampati alla distruzione alla fine degli anni novanta, hanno alle spalle la stampa di decine o centinaia di milioni di copie, e pur con la migliore manutenzione non sempre riescono a garantire la potenza di pressaggio necessaria. In generale sono macchine che fanno quello che possono, con pezzi di ricambio perlopiù cannibalizzati da presse fuori uso. A questo si aggiunge che pur di giustificare i prezzi audiofili (anche 50 euro per un disco che alla fabbrica costa un euro di media) alcune etichette stampano dischi molto spessi, da 180 e persino 200 grammi (contro i 140-120 grammi dei vecchi dischi), che in teoria dovrebbero essere maggiormente resistenti alle ondulazioni e per qualche motivo esoterico dovrebbero suonare meglio di quelli sottili degli anni settanta. Ma, a parte il fatto che anche il più sottile dei dischi si piega solo se lo lasci al sole, queste edizioni per eletti suonano spesso peggio di quelle normali: già le presse faticano a stampare un disco di spessore normale, figuriamoci uno così impegnativo.


Un altro indotto creato dalla moda del vinile: i preamplificatori per giradischi costano da 20 a 5.000 euro, ma dentro ci sono sempre più o meno gli stessi componenti (nella foto i preamplifcatori in uso da Seventies Berlin – The Vinyl Radio)
Un altro motivo per cui è quanto meno rischioso comprare una ristampa di un vecchio titolo è il cutting: l’incisione della cosiddetta lacca, il disco originale da cui si otterrà la matrice per la duplicazione, un’operazione che nel periodo della produzione industriale del vinile era compiuta da professionisti esperti. Non solo il nastro originale va valutato per verificare che l’ingegnere di mastering abbia ottimizzato la registrazione per il vinile (un errore, e la puntina di incisione da 10.000 euro si frantuma),  ma il tecnico deve anche costantemente seguire con un microscopio (la cui immagine è perlopiù proiettata su un monitor) l‘andamento dell‘incisione, avvicinando e allontanando manualmente i solchi a spirale mentre scorre la musica, a seconda della situazione sonora: un passaggio sonoro complesso e forte richiede solchi ben distanziati, un pianissimo permette di risparmiare spazio. È un mestiere non facile, bisogna conoscere bene le tracce che si sta incidendo (si deve sapere che fra dieci secondi arriva un colpo di batteria e preparare i solchi) e si deve sapere come ottimizzare i livelli sonori rispetto alla durata e allo stile musicale del disco. È tecnica, arte ed esperienza in pari misura, ed è un compito di responsabilità anche dal punto di vista economico: se si commette un errore in incisione bisogna ricominciare da capo, mezz’ora di lavoro buttata via e una costosissima puntina di incisione usurata inutilmente. Su YouTube troverete decine di video dimostrativi del funzionamento di un tornio di cutting, ma siccome sono quasi tutti pubblicitari vi propongo questo muto di trenta secondi: la luce a sinistra è quella della telecamera che riprende i solchi man mano che sono creati, a destra si vede la testina di taglio. Nel corso dei decenni sono stati sviluppati strumenti atti a facilitare il lavoro del cutter: la Denon aveva a un certo punto messo sul mercato un sistema che permetteva di ascoltare con dieci secondi di anticipo ciò che sarebbe stato inciso, permettendo di regolarsi con comodo e senza conoscere i brani a priori, e di recente ho letto di macchine computerizzate in grado di autoregolare il procedimento in base alla musica, ma ne ho solo letto.


Geoff Emerick
 (l‘ingegnere del suono che ha registrato tutti i dischi dei Beatles, tranne Let It Be, scomparso lo scorso 10 ottobre), nel suo bel libro Here, There and Everywhere racconta che tra una sessione in studio e l’altra si occupava personalmente del cutting delle lacche, il che evidenzia la criticità dell‘operazione e spiega perché le prime edizioni dei Beatles suonino così bene. Alcuni collezionisti pignoli selezionano l’edizione da comprare di un certo disco anche basandosi su chi ne ha realizzato il cutting, identificato da iniziali, simboli semisegreti o firme incisi a mano tra i solchi di fine disco. Non che oggi non esistano bravi ingegneri di cutting, al contrario, ma se non si va sul sicuro, il rischio di comprare un disco inciso male esiste.


Il libro di Geoff Emerick di cui consiglio la lettura. L’autore è purtroppo scomparso a inizio ottobre 2018
C‘è poi un motivo di ordine filosofico. Dicono: ah, il suono analogico del vinile! Già, solo che pressoché nessuna fabbrica attuale ricava le matrici dei vinili dai nastri originali: oggi i vinili sono quasi tutti stampati partendo da una fonte digitale, a volte persino da file mp3 inviati per email. Diranno che non ha importanza, importa che una volta rimodulato dal supporto vinilico, il suono è comunque più bello, più morbido, più caldo. Può darsi, tuttavia penso che se si accetta di introdurre il digitale nella catena di produzione teoricamente analogica, tanto vale piazzare un filtro digitale da poche centinaia di euro nel proprio impianto stereo che riproduca l‘effetto vinilico. Esistono sì piccoli studi in grado di realizzare matrici partendo dal nastro, certo sono più costosi, e resta il fatto che nei grandi stabilimenti di pressaggio di nastri non ne ho ancora visti.


Postazione di digitalizzazione vinili per la successiva trasmissione (foto Seventies Berlin – The Vinyl Radio)
Insomma, un vecchio disco costa quasi sempre molto meno, ha più senso e suona probabilmente meglio di una ristampa moderna se non altro perché è l‘ultimo anello di una catena produttiva industriale organica nella quale ogni operazione era affidata ai migliori professionisti, che lavoravano con macchinari dalla manutenzione perfetta. Aggiungo che per motivi non sempre chiari (forse mescole di vinile di bassa qualità oltre alla solita pressione di stampa inadeguata), a volte i dischi di nuova produzione sono rumorosi, Hanno cioè un soffio pronunciato o un rombo insistente, o rumori come quelli prodotti da una superficie graffiata. Per non parlare di quelli colorati e dei picture disc, che hanno sempre suonato e continuano a suonare male, non comprateli, né vecchi né nuovi.


I dischi pop presentano di norma cinque tracce a facciata; dischi con un numero maggiore di tracce, come alcune compilation, suonano sicuramente così così (foto Seventies Berlin – The Vinyl Radio)
Vediamo ora perché evitare anche le nuove produzioni proposte su vinile. Diversi gruppi e cantanti contemporanei si fanno un punto di onore il pubblicare le loro novità anche su disco, accanto a mp3 e Cd: l’insensatezza della cosa, prescindendo dalla moda, mi pare notevole. Le tecniche digitali audio sono molto più difficili da padroneggiare rispetto ai vecchi mixer analogici e registratori a nastro, ma dopo un paio di decenni di tentennamenti, ora dagli studi migliori escono registrazioni digitali perfette (non quelle di musica classica, che continuano a essere in media scarse). Registrazioni che per essere travasate su vinile vanno limate se non mutilate: i bassi diventano monofonici, la dinamica va adattata alle limitate risorse del supporto, alcune frequenze vanno esaltate, l’ordine dei pezzi va pensato considerando che le tracce interne suonano peggio di quelle esterne eccetera. Quello che in digitale suona magnificamente, su vinile suona benino. Come comprare una Bmw Serie 3 e poi sostituirne il motore con quello di una Alfasud. Non andate a spendere trenta euro per una nuova release che in download o Cd ne costa nove, e niente se la scaricate da YouTube.


Per essere trasferita su vinile, una registrazione digitale va adattata in postproduzione, deteriorandola (foto Seventies Berlin – The Vinyl Radio)
Esiste una eccezione a questo discorso, riguarda le registrazioni perlopiù jazz che ancora sono realizzate in analogico e trasferite da nastro su vinile. In tal caso sì, può valer la pena spendere qualcosa di più. Però bisogna conoscere le etichette, perlopiù piccolissime, per andare sul sicuro. Non dimenticate che tutta questa faccenda del vinile è soprattutto una enorme trovata commerciale, non è che gli inventori dei Cd fossero degli sciocchi senza orecchie, come molti audiofili vorrebbero far credere, anche se è vero che Il Cd è stato male utilizzato, come spiegherò in un prossimo articolo.


Mixer analogico di distribuzione e messa in onda (foto Seventies Berlin – The Vinyl Radio)
Da questo breve discorso si evince che le nuove produzioni conviene comprarle su Cd o download. Per quelle vecchie, in linea di massima è bene prenderle su vecchio vinile, non su nuovo e neppure su Cd, ma esistono eccezioni: per esempio l’edizione su Cd di The Kick Inside, di Kate Bush del 1979, suona meravigliosamente bene, come anche la serie jazz rimasterizzata per il CD da Rudy Van Gelder. Di questo e di altri argomenti vinilici parlerò in prossimi articoli. Intanto godetevi Wuthering Heights, tratto dal disco citato di Kate Bush: dopo quarant’anni mi dà ancora la pelle d’oca.

Siccome siamo in tempi di gente che si incavola facile: quanto scritto esprime la mia opinione, maturata in decenni di frequentazione di sistemi audio amatoriali e professionali. Non escludo che esistano produzioni viniliche contemporanee di altissimo livello e prezzo contenuto, nel qual caso sarò più che lieto di recensirle favorevolmente smentendomi parzialmente.
(Salvo diversa indicazione, le immagini sono state gentilmente fornite da Seventies Berlin – The Vinyl Radio).



mercoledì 5 dicembre 2018

Flat Earth Man - Opening number at the Flat Earth International conference in Denver

Numero di apertura alla conferenza internazionale di terra piatta a Denver, con filmati aggiunti forniti dai membri del pubblico.
"Opening number at the flat earth international conference in Denver, with added footage contributed from audience members."

Ordina l'Album su AMAZON: https://www.amazon.it/dp/B07HMLSH16/ref=cm_wl_huc_continue


venerdì 15 settembre 2017

Non c'è nessuna fotografia della Terra, qualcuno sa dirmi il perché?

AGGIORNAMENTO AL 17/12/2017: NUOVA SONG, NUOVO VIDEO
con sottotitoli in italiano (traduzione a cura di Dino Tinelli)


Un altro grande successo del cantante americano, stile Johnny Cash, chiamato "Flat Earth Man": "MA ANCORA STATE A CREDERE CHE SIAMO ANDATI SULLA LUNA?"

QUI LA VERSIONE KARAOKE:
Do you still believe we went to the moon? - Karaoke Version

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AGGIORNAMENTO AL 07/10/2017: NUOVA SONG, NUOVO VIDEO
con sottotitoli in italiano (traduzione a cura di Dino Tinelli)

(leggi la traduzione qui. Più sotto, intitolata: Lyrics Testo di "Puppet Show")

Puppet Show By Conspiracy Music Guru (sub ita)
(leggi il testo pubblicato in fondo)
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GUARDA IL VIDEO E DIVERTITI, MA NON IGNORARE IL CONTENUTO!
Sottotitolato in italiano:
Per condividere, copia-incolla: https://youtu.be/-Egwj98sdkM

Simpatica interpretazione canora che la dice tutta! Ho tradotto, per quanto possibile, a mio modo:

Un mio amico una volta mi ha detto di fare una ricerca online
"Cerca foto della Terra" mi ha detto, che questa merda fa scoppiare la tua mente.
Così ho aperto Google e ho cercato le foto della Terra
Sono arrivate molte foto. Lui ha detto: "clicca sulla prima".

Ha detto: "questo è il famoso marmo blu, che tutti hanno visto".
Abbiamo visto questa foto mille volte sul nostro schermo TV
Ma lascia che ti dica qualcosa di quella famosa foto:
"Non è per niente una foto, affatto, giovanotto.. È stata fatta con Photoshop".

(RITORNELLO)
Non c'è nessuna fotografia della Terra, qualcuno sa dirmi il perché?
Sono tutti semplici lavori Photoshop, animazioni e CGI
Nessuna prova fotografica di un globo, niente di niente
Perché diavolo nessuno può scattare una foto di questa palla?


Beh, Dio, aveva maledettamente ragione: quella merda ha fuso la mia mente
poiché, tutto questo tempo pensavo che il marmo blu fosse una foto
"Non pensi che strano?", mi disse sospettoso

Il fatto che non sia una vera foto, a me sembra piuttosto strano.
Voglio dire, la foto più importante, che l'uomo potesse mai scattare
questa enorme immagine iconica, risulta essere un falso?
Non riuscivo a crederci, ero piuttosto scioccato,
ma avevo bisogno di ulteriori prove, che la foto fosse fatta con Photoshop.

Il mio amico ha detto: guarda su, Robert Simmon, 

è quello che ha fatto quella palla tipo cartone animato
È quel ragazzo che dovresti ricercare, lavora per la NASA e per altri.
Egli ammette apertamente, che è tutto semplicemente artistico
Ha detto e io cito: "è "photoshoppata" *(creata al Computer con Photoshop. ndr), perché così deve essere"

(RITORNELLO)

Sì, ogni foto della Terra è una frode artistica
Gente, tutte le foto di Google sono assolutamente finte,
Scaricate tutte quelle foto e mettetele fianco a fianco
Confrontate tutti i continenti, ognuno di essi è con dimensioni diverse!

Confrontate tutti i colori, ogni globo ha una tonalità diversa
Se tutte queste fossero vere foto, dovrebbero essere uguali,
Dov'è la continuità, amico? Non ce n'è per niente.
Tutto ciò che la NASA ci dà, sono disegni di palle.


(RITORNELLO)


Ora dovremmo avere questo telescopio, in orbita? 

che fa stupende foto delle stelle, di Giove e Marte
Beh, allora ho un piccolo suggerimento, per la NASA:
"ecco qualcosa che potresti fare:
punta il telescopio "Hubble" verso il pianeta Terra e tira una o due foto!"

Perché diamine ci dovrebbero essere, migliaia di foto della Terra che abitiamo ma, invece, Hubble non ne ha tirata nemmeno una! Ciò è sospetto non pensi?
Abbiamo ottenuto tutte queste belle foto fantasiose delle galassie lontane,
ma invece nemmeno una singola foto reale della Terra per farcela vedere?


creata al Computer con Photoshop

VIDEO IN ALTA DEFINIZIONE (ma senza sottotitoli):


Conspiracy Music Guru is back and blessed us with another great flat earth hit about the true nature of the "photographs" of our world! This one should break the charts! Visit Conspiracy Music Guru's channel and subscribe: https://www.youtube.com/channel/UCnle0nUC3Fx0lkchpmZy0Lw We hope you enjoyed this awesome flat earth song! Be sure to check out our awesome flat earth stuff available if you're in the mood for a super cool t-shirt and more!: https://www.redbubble.com/people/flat... Thanks for watching Flat Earth Talk!





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Original lyrics:
A friend of mine once told me to do a search online
Search for photos of earth he said this shit will blow your mind
So I opened up the Google and looked for photos of earth
A lot of photos came up, he said…. click on the first

He said: That’s the famous blue marble,that everybody’s seen
We’ve seen this photo a thousand times upon our TV screen
But let me tell you something about that famous shot
It’s not a photo at all man It was made in Photoshop

There ain’t no photographs of earth somebody tell why
They’re all just photoshopped cartoons,they’re all just CGI
No photographic proof of a globe, no none at all
Why the hell cant no one take a photo of this ball?

Well he was god damn right, that shit did blow my mind
Coz I thought the blue marble, was a photo all this time
Don’t you think that’s strange, he said suspiciously
The fact it ain’t a photo seems pretty weird to me

I mean the most important photo. that man could ever take
This huge iconic image, turns out to be a fake
I couldn’t quite believe it, I was pretty shocked
I needed further proof, that this photos photoshopped

He said look up Robert Simmon, he made that cartoon ball
He’s the guy you should research, he works for NASA and all
He openly admits, that it’s all just artistry
He said and I quote “It is photoshopped, because It has to be”

Chorus

Yep every photo of the earth is artist trickery
All the photos on Google man are as fake as fake can be
Download all the photos and put them side by side
Compare all the continents, they’re each a different size

Compare all the colors, each globe a different shade
If all of these were photos, they should look the god dam same
Where’s the continuity Man, theres none, no none at all
All that NASA gives us, is a bunch of cartoon balls

Chorus

Now we’re supposed to have this telescope that’s flying past the stars, taking beautiful photos Of Jupiter and Mars
Well I’ve got a small suggestion NASA
Here’s something you could do
Point that thing at planet earth and take a shot or two!

Because there should be god damn thousands of photos of where we live but Hubble ain’t taken one, that’s suspicious don’t you think
We got all these fancy pictures of spinning galaxies
But not one goddamn photo of the earth for us to see.

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Lyrics Testo di "Puppet Show":

Beh, permettimi di dirti qualcosa sul tema: la stazione spaziale in realtà è solo nella tua immaginazione e la cosa non è vera è fantascienza che è lì per nutrire la tua dipendenza dello spazio di quegli astronauti a che non sono nello spazio. 
Sta scritto tutto sulle loro stupide facce. Vedete che possiamo vedere in diretta da cento miglia ma posso individuare una frode dal modo in cui sorridono. 
Non l’avete imparato da quella falsa manovra dell’atterraggio sulla luna e quella dello spettacolo dei burattini, dal presidente Nixon ed ascolta, lo stanno facendo di nuovo. 
Controllate le imbracature e l’uso degli schermi verdi. Sono molto utilizzate per realizzare film e TV. Conosco abbastanza i trucchi televisivi per creare le illusioni che tu sia in estate anziché nello schermo verde. 
Viene usato molto quando indossi un cablaggio attaccato al soffitto. Ti dà l’illusione che stai galleggiando: è quello che sono in grado di farti credere. 

Tutto quello che vedete è uno spettacolo di burattini ed il palcoscenico è il mondo intero. Gli astronauti sono tutti attori naturalmente e sono tutti pagati. Mamma guarda sono nello spazio! No. Tu sei un bugiardo che mente alla razza umana. 

Voglio parlarti dell’aereo a gravità zero vola prima in su e poi nuovamente in giù. Se siete all’interno succedono delle cose strane, iniziate a volteggiare quando l’aereo inizia a tuffarsi. Basta solo inserire un attore e giocando con le funi si diventa un astronauta se volete crederci. 
Quando vanno con questi aerei dopo il ciak si inizia ad imbrogliarvi. E tutti quanti sanno che quando l’aereo vola in giù inizia lo show Live dalla ISS. Benvenuti sull’aereo a gravità zero ma voi vedete solo gli astronauti sulle vostre TV. 

Tutto quello che vedete è uno spettacolo di burattini ed il palcoscenico è il mondo intero. Gli astronauti sono tutti attori naturalmente e sono tutti pagati. Mamma guarda sono nello spazio! No. Tu sei un bugiardo che mente alla razza umana. 

Un’altra cosa che ho notato mentre guardo questi pazzi è che fanno le riprese delle passeggiate spaziali galleggiando nelle piscine. La NASA ci dice che è solo per allenarsi e fare pratica per la stazione spaziale, per la manutenzione. Ma se si pensa per un momento a questo e se questo è il caso perché diavolo si vedono le bollicine d’aria nello spazio? 
Fate attenzione alla prossima passeggiata spaziale e ditemi se vedete bollicine nello spazio, aprite gli occhi gente scommetto una sommetta perché queste passeggiate sono filmate nello sott’acqua. Vedo bollicine dovunque. Hey NASA come diavolo si producono là queste! 

Tutto quello che vedete è uno spettacolo di burattini ed il palcoscenico è il mondo intero. Gli astronauti sono tutti attori naturalmente e sono tutti pagati. Mamma guarda sono nello spazio! No. Tu sei un bugiardo che mente alla razza umana. 

Quando vedete un astronauta a bordo della ISS date un’atra occhiata ai vostri comandi della TV si tratta di cose false guardate più da vicino e fate attenzione a come fluttuano gli attori e se mi chiedete se sono a gravità zero vi dico che sono gli effetti di Hollywood che vedo sulla mia TV. 
Guardate meglio tutta la dannata cosa, questi bugiardi bastardi sono solo dei burattini attaccati ai fili. E’ solo un grande spettacolo di fantascienza. 
Il gioco è finito stronzo perché noi tutti lo sappiamo NASA è stato per fare colpo. 
Togli la tua finta stazione e sotterrala. 

Tutto quello che vedete è uno spettacolo di burattini ed il palcoscenico è il mondo intero. Gli astronauti sono tutti attori naturalmente e sono tutti pagati. Mamma guarda sono nello spazio! No. Tu sei un bugiardo che mente alla razza umana. 

Tutto quello che vedete è uno spettacolo di burattini ed il palcoscenico è il mondo intero. Gli astronauti sono tutti attori naturalmente e sono tutti pagati. Mamma guarda sono nello spazio! No. Tu sei un bugiardo che mente alla razza umana.